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Cibo e superstizione

Postato il 30 dicembre 2014 da Elide Messineo
Sale, spezie, pane: sono tantissime le superstizioni legate al mondo della cucina e a Capodanno valgono ancor di più. Il popolo italiano, poi, è famoso per essere molto attento a questo tipo di credenze, che non sempre hanno una derivazione religiosa. Quando sarete pronti per il cenone, fate attenzione a non ritrovarvi in 13 (è legato al ricordo dell’ultima cena) o in 17 a tavola, il vostro 2015 potrebbe iniziare con i presupposti sbagliati… ovviamente se credete davvero a tutto questo!

Una delle superstizioni più conosciute è legata al sale, se qualche vostro commensale dovesse chiedervi di passarglielo non porgetegli mai direttamente la saliera, ma passatelo spostandolo sul tavolo. Secondo i russi l’uso del sale in cucina da parte delle donne ha anche un significato ben preciso: se una donna ne usa troppo, vuol dire che è innamorata. Infatti un tempo le spose tendevano ad usarne molto quando invitavano a pranzo i suoceri, per far capire che erano molto felici del loro matrimonio.

Il motivo per cui il sale, anche rovesciato, è visto così malamente dai superstiziosi, potrebbe essere legato al fatto che un tempo i re durante le loro conquiste usavano spargerlo sul terreno delle città di cui si impossessavano. Qualcun altro crede che il sale fosse, insieme all’aglio, un ingrediente particolarmente temuto dalle streghe, perché avrebbe sciolto il Sabba e proprio per questo le donne accusate di stregoneria usavano mangiare cibi insipidi.

Anche rovesciare il sale è di cattivo auspicio, pare che fu quello che fece Giuda prima di tradire Gesù. Ma niente paura, in questo caso c’è un rimedio: basta buttarsene un pizzico dietro la spalla sinistra, che simboleggia il lato del Diavolo, come se lo doveste accecare. Considerato tuttavia un elemento prezioso, il sale non va mai sprecato nè tantomeno l’olio: se dovesse cadervi, per annullarne gli effetti negativi basterà buttarci sopra, appunto, del sale.


Lenticchie e uva


Sul Capodanno la maggior parte delle superstizioni riguarda la fortuna o i soldi: è tradizione mangiare le lenticchie per augurarsi una buona annata dal punto di vista economico e per lo stesso motivo al suono della mezzanotte si mangiano dodici chicchi d’uva (uno per ogni rintocco) che simboleggiano tutti i mesi dell’anno. Badate bene al sapore che avranno, il chicco più dolce equivale anche al mese più fortunato.

Se vi ritrovate a mangiare un tipo di frutto di stagione per la prima volta in questo periodo dell’anno, mentre lo state assaporando esprimete un desiderio e chi lo sa, forse si avvererà! Quando apparecchiate, fate attenzione al pane: oltre che sotto le feste, è sempre considerato negativamente il pane capovolto.

Tradizione vuole che nella Francia di Carlo VII i boia non fossero visti di buon occhio a causa del loro diretto contatto con la morte e i fornai si rifiutavano di vendere loro il pane. Il re, che rischiò di trovarsi senza più boia per le esecuzioni, emanò un editto (che arrivò fino a Torino) che obbligava i fornai a produrre pane anche per i boia ma questi, accettando l’ordine controvoglia, mettevano a loro disposizione il pane riuscito peggio e capovolto, in segno di disprezzo. Altra piccola curiosità, quando questa tradizione cadde in disuso, i fornai iniziarono a preparare del pane a forma di mattone, in modo tale che non si potesse capovolgere: fu così che nacque il pan carrè.

I numeri nella superstizione hanno sempre un significato importante e quelli dispari non sono visti con piacere. Oltre ad evitare i 13 o i 17 a tavola, anche il numero di portate del menu deve essere pari, porterà fortuna a tutti i commensali. Quando sarà il momento del brindisi, sappiate che rovesciare il vino o lo spumante porta bene ed è importante che, giunti a questo punto, vi bagniate la nuca con le dita e la fortuna sarà dalla vostra parte. Buon anno!


Brindisi

Foto di Federica Di Giovanni

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