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Caffè, uno stile di vita

Postato il 1 dicembre 2014 da Elide Messineo
“Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo”.

Luciano De Crescenzo

Il caffè in Italia è una vera e propria istituzione e a Napoli, poi, c’è una visione singolare di questa bevanda: si può andare al bar e consumare una tazzina di caffè e quando è il momento di chiedere il conto, se ne può lasciare uno in sospeso, ovvero pagarlo per chi arriva dopo. Questa usanza è nata principalmente per lasciare un caffè ai bisognosi che non potevano permetterselo, infatti anche oggi questa tradizione solidale è stata ripresa a scopo benefico.

La generosità del sud che incontra uno stile di vita ben consolidato nel nostro Paese: bere un caffè espresso non è solo a colazione o dopo pranzo, è una pausa, è socializzare. Andare a prendere un caffè è diventato ormai un vero e proprio modo di dire quando si vuole incontrare qualcuno per una chiacchierata al bar.

Già nel 1734 Johann Sebastian Bach componeva la “Cantata del caffè“, ne scrisse il grande Domenico Modugno nel brano “‘O ccafè“, poi ripreso da Fabrizio De Andrè in “Don Raffaè“, esaltando la pratica napoletana del fermarsi a bere una tazzina per rilassarsi, per “staccare”. Ne hanno cantato le lodi i più grandi cantautori italiani, da Francesco Guccini a Lucio Battisti fino a Pino Daniele, come dimenticare i tormentone “7000 caffè” di Alex Britti?

Anche se in maniera diversa, il caffè è fortemente presente nella cultura americana, vediamo le tazzone di caffè americano take away praticamente in ogni film ed anche in questo caso un grande artista ne ha parlato, o meglio, ne ha cantato: Frank Sinatra in “Coffee Song” nel 1961 e ancora prima, nel 1956, Peggy Lee in “Black coffee“.

Nel 1966 Otis Redding incideva “Cigarettes and coffee“. Per i tabagisti non c’è binomio più azzeccato, per alcuni è davvero impensabile sorseggiare un espresso senza accompagnarlo con una sigaretta. E proprio da quest’altra abitudine molto diffusa è nata l’idea, nel 2003, di “Coffee and cigarettes“. Diretto da Jim Jarmusch, è un film diviso in vari episodi in cui i personaggi, sempre diversi, interagiscono tra loro bevendo caffè e fumando sigarette. Impossibile perdervi il dialogo surreale tra Roberto Benigni e Tom Waits ma nel film fanno la loro comparsa anche altre star come Steve Buscemi e Iggy Pop.

Caffè malinconici, punti d’incontro, romantici, allegri, spensierati o riflessivi che si incrociano con le numerose abitudini dei consumatori italiani, il terrore di ogni barista: alto, basso, macchiato freddo o caldo, ristretto, in tazza grande, in vetro, corretto, decaffeinato, con cacao, freddo, amaro, dolcissimo.
Dimmi che caffè bevi e ti dirò chi sei.

il caffè

 

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