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Donne e cucina: gioia e rivoluzione

Postato il 7 marzo 2015 da Elide Messineo

Come rendere omaggio alle donne l’8 marzo senza rimanere impigliati nel vecchio dibattito tra chi sostiene che le donne che lavorano in cucina siano poche e sottovalutate e chi invece dimostra il contrario? Si può affrontare la questione da un altro punto di vista, arricchire il proprio bagaglio culturale e rendere omaggio alla figura della donna a tutto tondo amalgamandola a una delle più grandi passioni dell’essere umano: il cibo.

Cos’hanno in comune una prostituta, una rivoluzionaria e un’artista, provenienti rispettivamente da Francia, Spagna e Germania? Apparentemente niente, ma a leggere “Cuoche ribelli” non si può fare a meno di pensare quanto sia bello l’amore per la cucina e quanto sia capace di rendere più vicine le persone. Il libro in questione è una sorta di diario di tre donne anonime che hanno vissuto nel cuore pulsante dell’Europa del Novecento, ma sono state in grado di raccontare quel periodo attraverso la creatività e soprattutto il cibo, dando vita a dei veri e propri ricettari nei quali si intrecciano le loro vite, i loro incontri e le loro passioni, partendo dalla Parigi degli anni Venti per poi passare alla Barcellona della guerra civile spagnola e nella Bauhaus della Repubblica di Weimar.

Da questo libro nasce a tutti gli effetti un ricettario del Novecento europeo, inaugurato da “La cuoca impudica“, l’affascinante parigina che parla di aperitivi afrodisiaci, fondute di formaggio e spezie raccontando i suoi incontri con artisti, scrittori e attrici in una Parigi malinconica e romantica. “La cuoca di Buenaventura Durruti” potrebbe risultare un modo gradevole di imparare la storia attraverso le ricette. L’autrice dei diari è rimasta anonima ma il manoscritto ritrovato a Zurigo nel 1970 riporta fatti accaduti tra il 1932 e il 1939 e, tanto per rendere l’idea, il ricettario, che inizia con il descrivere come si impugna un fucile.

Qui cibo, vita quotidiana e rivoluzione si mescolano insieme agli aneddoti su come siano nate alcune ricette. La spartachista Hannah è “La cuoca rossa” della scuola Bauhaus, che si destreggia tra l’arte della Germania di inizio Novecento e crauti, aringhe o lingua di bue. Si tratta di un percorso molto interessante, fatto di mille sfaccettature, narrato da persone coraggiose, combattenti della rivoluzione, donne all’avanguardia e incapaci di rinunciare ai piaceri, quello del cibo su tutti, dimostrando che la buona cucina può nascere anche da ingredienti semplici. Non c’è contesto che tenga, mangiare è una garanzia di soddisfazione, gioia, consolazione, condivisione.


Donne e cucina

Foto di Federica Di Giovanni

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