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Il cibo erotico dal cinema ai social

Sarà in parte colpa del cinema, ma è ormai è diventato un luogo comune che l’accoppiata fragole e panna sia una delle cose più sexy con cui potrete sedurre il vostro partner. Ci sono molte pietanze che sono considerate afrodisiache, consigliatissime per cenette romantiche o San Valentino. Vuoi per la forma, vuoi per la sostanza che contengono, ci sono degli ingredienti indispensabili per chi vuole preparare un pasto ad alto tasso erotico: peperoncino in primis, ma anche ostriche (e champagne), zenzero, caviale, asparagi, cioccolato.

Abbiamo visto che il cibo e l’erotismo sono strettamente collegati, come dimostra anche l’opera di Federico Fellini. Ma il legame è così forte che l’atto del mangiare diventa una componente rilevante perfino come stimolo sessuale.
Sitofilia” forse è un termine che vi suonerà nuovo ma di certo saprete che molte persone provano eccitazione mangiando dal corpo del partner, come nel caso del Nyotaimori, ovvero sushi o sashimi serviti dal corpo di una donna nuda. Tanto per avere un’idea un po’ comica, ci ha provato pure Samantha Jones in “Sex and the city“.

In ambito cinematografico il rapporto sesso cibo può essere altamente erotico – a volte poetico, come in “Chocolat” e “Il profumo del mosto selvatico” – o altamente grottesco come in “American Pie“, dove il protagonista ha un rapporto con una torta di mele o in “Fino a qui tutto bene“, dove i compagni di uno dei protagonisti scommettono su di lui incitandolo ad avere un rapporto con un’anguria.

Ma sarebbero innumerevoli i film da citare in cui ci sono scene hot che hanno a che fare con il cibo, da “La grande abbuffata” passando per “Nove settimane e mezzo“, “Ultimo tango a Parigi“, “Harry ti presento Sally” oppure la memorabile Valeria Marini in “Bambola” e una giovanissima Penelope Cruz praticamente agli esordi insieme a Javier Bardem e Stefania Sandrelli in “Prosciutto prosciutto“.
Non a caso, proprio come la lussuria, quello di gola rientra a pieno tra i peccati capitali. Al Pacino ne “L’avvocato del diavolo” sosteneva che la vanità fosse il suo peccato preferito, ma forse se avesse incontrato la Meryl Streep di “È complicato” avrebbe cambiato idea di fronte ad uno dei suoi deliziosi pasticcini.

Anche se molti cibi sono considerati afrodisiaci più per i riferimenti sessuali a cui rimandano che per le loro proprietà effettive, molta gente preferisce un pasto realizzato bene, gustoso al di là di ogni doppio senso: con il partner soddisfatto a tavola, metà del lavoro di seduzione può essere considerato svolto.
E a proposito di ricette e pasti, ormai da un po’ impazza l’ossessione per il cibo sui social, il “food porn” è un fenomeno inarrestabile. Nient’altro che la pornografia del cibo, la ridondanza di scatti di piatti che grazie agli innumerevoli filtri fanno sempre gola a chi osserva quasi apatico lo stream. Il termine è nato nel 1984 ma la tendenza vera e propria si è sviluppata con l’avvento dei social. Il perché del termine “porno” è semplice: la foto pubblicata scatena un desiderio in chi la osserva, il piatto viene osservato e commentato da migliaia di persone sulle piattaforme social in cui viene condiviso. Non è più questione di assaporare ma di visione, condivisione e ri-condivisione. Non si mangia, si guarda e basta, il cibo si gusta solo con gli occhi.

fragole