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Caffè americano vs. moka

Postato il 18 luglio 2015 da Elide Messineo
Abbiamo già parlato del caffè, di quanto le persone lo amino e delle abitudini fin troppo dettagliate degli italiani al bar. Ma negli ultimi anni, sempre per via di cinema e serie tv che riescono a dettare tendenza, il caffè americano è visto con altri occhi. Hollywood esporta abitudini ben consolidate, come quella del caffè take away. Siamo abituati a vedere donne in carriera di corsa per le vie di New York con il loro bicchiere di carta in mano, o detective esausti a causa di scene del crimine fin troppo contorte che alternano la caffeina al whiskey, ne hanno sempre una tazza sulla scrivania, sorseggiano caffè mentre riflettono di fronte a schemi complicati e nel frattempo scartano ipotesi; lo bevono frequentemente i dottori nei medical drama per affrontare giornate intere di operazioni al limite della fantascienza, insomma, il caffè è dappertutto.

Ci sono tantissimi modi per preparare il caffè: alla turca, alla francese, alla napoletana (con la caffettiera a 2 cilindri), ma il metodo più amato dagli italiani rimane quello con la moka, tutti ne hanno almeno una in casa. Il caffè all’americana, invece, viene preparato in infusione e spesso la sua preparazione viene confusa con quella del caffè-filtro. Quello in infusione viene lasciato in acqua bollente e il filtro viene utilizzato solo in seguito, per separare la miscela che nella fattispecie è più grossolana rispetto a quella preparata per l’espresso. Il caffè-filtro richiede l’utilizzo di una macchina apposita, ma come l’americano contiene meno caffeina rispetto a una tazzina di espresso, solo che viene consumato in quantità maggiore. Il caffè americano esiste in diverse versioni, ce ne sono molte aromatizzate (vaniglia, nocciola, cioccolato) ma in Italia non le troverete, se non in posti specializzati. Se doveste chiederne uno in un bar qualunque, vi porterebbero un espresso da diluire in una tazza di acqua bollente e no, non è esattamente la stessa cosa.

In Italia bere il caffè è un vero e proprio rito sociale, un momento di condivisione e di pausa. Negli USA è più semplicemente una bevanda come un’altra, da consumare preferibilmente in movimento. Non per niente è quasi sempre da asporto ed esistono le più svariate versioni dei contenitori che permettono di portarlo comodamente in giro, sorseggiarlo e mantenerlo al caldo.

Il caffè americano, rispetto all’espresso a cui siamo abituati, ha un sapore meno deciso, gli haters più convinti lo definiscono “acqua sporca“. All’estero è molto più facile vedere una tazza di caffè americano piuttosto che un espresso che, a detta degli americani, si consuma troppo in fretta. Il dibattito probabilmente rimarrà sempre attivo e irrisolto, anche se molti italiani hanno iniziato ad apprezzare il caffè americano dopo i loro viaggi all’estero. Suggestione da viaggio? Sono stati influenzati da un’atmosfera di entusiasmo generale oppure è vero? Semplicemente i gusti sono soggettivi, in ogni caso l’ingrediente principale rimane l’adulato e immancabile caffè.

moka

 

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