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Emergenza olio

Postato il 19 gennaio 2015 da Elide Messineo
L’olio extravergine di oliva è un elemento prezioso per la cucina italiana, tanto che il nostro è il Paese che ne consuma di più in assoluto. Lo stesso vale per l’esportazione, ma a livello economico il 2014 è stato l’anno del colpo di grazia per gli agricoltori italiani.

Oltre al meteo, che non si è rivelato favorevole ad un buon raccolto in genere, a colpire le piante d’ulivo è stato un parassita ormai tristemente noto: la bactrocetra oleae, altrimenti conosciuta come mosca olearia. Il parassita si è diffuso anche a causa delle piogge abbondanti, dimezzando la produzione di Toscana e Umbria, ma provocando danni notevoli in tutta la penisola, da Nord a Sud. L’emergenza si fa sentire anche e soprattutto in Salento, in Puglia, dove alla mosca olearia si aggiunge la Xylella fastidiosa, un altro batterio – nuovo per l’Europa, ma già conosciuto in California – che attacca anche gli alberi da frutto e le piante ornamentali, e che ha creato problemi nel settore vivaistico.
I consumatori nel 2015 non troveranno in tavola l’olio che ha fatto l’eccellenza agroalimentare italiana poiché negli ultimi anni la produzione ha subito diversi colpi d’arresto e, visto l’alto consumo, è stato necessario l’acquisto di olio d’oliva anche da altri Paesi.
Lo scorso dicembre Assitol e Federolio sono intervenute per ribadire la loro idea di voler spingere su un rinnovo dell’intera filiera di produzione, con l’appoggio del Ministro Maurizio Marina. Da questo punto di vista dovrebbero esserci dei cambiamenti, ma rimangono indispensabili le ricerche per trovare in tempi non troppo lunghi delle soluzioni a queste fitopatie che stanno affliggendo l’Italia intera.
I media non si sono occupati molto dell’argomento e la popolazione non è stata allarmata, anche se su internet si trovano forum in cui i produttori si consultano per capire la situazione confrontandosi con i colleghi e lo scenario al momento non è dei migliori.
L’emergenza olio è un problema concreto che richiede immediata risoluzione, ma nuovi parassiti si sono rivelati dannosi anche per la produzione di kiwi, castagne e hanno attaccato anche i vitigni.

Come fare a riconoscere l’olio d’oliva di qualità?

Al momento dell’acquisto è sempre bene accertarsi che si tratti di olio extravergine e di dove è stato prodotto. Ovviamente l’etichetta non dice proprio tutto sull’olio che andiamo ad acquistare, ma il prezzo parla almeno in parte e quando una bottiglia è troppo economica, indica di conseguenza una qualità più scarsa. Le segnalazioni di etichette DOP e IGP sono un’ulteriore conferma della qualità del prodotto e come spesso accade in ambito food, è sempre bene favorire il made in Italy anche se, come già detto, spesso l’olio che usiamo è mescolato ad altro olio proveniente da altri Paesi europei, come Spagna e Grecia, o extracomunitari.

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