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Idem con patate

Postato il 23 marzo 2015 da Elide Messineo
Il cibo è presente a tutto tondo nella nostra vita, anche nei modi di dire. Lo abbiamo visto con i cavoli, che hanno dato origine a molti proverbi a dispetto del loro valore nutrizionale e del loro utilizzo in cucina, lo stesso vale per la rapa. Dire a qualcuno che è una “testa di rapa” di certo non è un complimento e si dice proprio perché, considerato lo scarso valore nutritivo e la povertà dell’alimento, chi ha una testa di rapa ha anche poco cervello; la sua forma tondeggiante e liscia ricorda anche una testa rasata, per questo si dice anche “raparsi” quando si decide di tagliarsi i capelli a zero. Abbiamo scoperto, nel mondo delle osterie, da dove arriva il termine “infinocchiare“, ovvero da una pratica diffusa tra gli osti disonesti che per camuffare il sapore del vino di cattiva qualità offrivano del finocchio per confondere il cliente con il suo sapore dolce.

La cosa o la persona giusta al momento giusto capita esattamente “come il cacio sui maccheroni“, sicuramente tutti ne avranno mangiato almeno un piatto e non servirà alcuna spiegazione a questo modo di dire, il gusto parla da sé! Se invece vi doveste trovare in una situazione in cui solo a voi sfugge l’evidenza, vi sentirete dire di avere le fette di prosciutto o di salame, sugli occhi, in base alla regione in cui vi trovate. Accecati dai salumi e magari con una patata bollente tra le mani, vale a dire una situazione scomoda e difficile da gestire, l’importante è che non rischiate di ripetere gli stessi errori o di dire le stesse cose, altrimenti vi ritrovereste a servire una minestra riscaldata.

L’uso di alcuni ingredienti in cucina o le loro qualità, le loro forme, hanno portato alla nascita di altri modi di dire: “essere come il prezzemolo“, ovvero ficcare il naso dappertutto, visto il largo utilizzo del prezzemolo in cucina; invece se si parla di abbigliamento, quando il tempo è incerto, vi viene consigliato di vestire “a cipolla“, quindi a strati. Per capire meglio il motivo, vi basterà tagliare una cipolla a metà, e preparate i fazzolettini, inizierete a piangere, ma basta che non lo facciate sul latte versato.

Le storie che si nascondono dietro i modi di dire spesso sono molto interessanti, come quella che riguarda il “fare la scarpetta“, pratica comune e graditissima, anche se sconsigliata dai manuali di bon ton. C’è chi dice che la scarpetta fosse un tipo di pasta che permetteva di raccogliere meglio il sugo rimasto sul fondo del piatto.

Dall’usanza di conservare il vino migliore nelle botti più piccole arriva anche un altro proverbio in difesa delle persone piccole di statura e non solo. E se la persona in questione è così gradevole, si può dire anche che è buona come il pane; se invece non c’è un grande feeling e la persona non fa per voi, vuol dire che non è pane per i vostri denti. Sul pane ci sono innumerevoli modi di dire, dopotutto è un alimento base e preziosissimo e può essere visto sia negativamente che positivamente anche se la sua importanza non viene mai sminuita, al punto che si lavora per potersi guadagnare il “pane per la vecchiaia“, vale a dire per garantirsi il minimo indispensabile per poter vivere bene. E senza pane, soprattutto, non si potrebbe fare una buona scarpetta!

Vi hanno mai detto che “chi dorme non piglia pesci“? I pescatori devono svegliarsi molto presto per poter portare a casa buoni risultati e nella vita in generale, è consigliato non poltrire e dormire troppo se si vuole combinare qualcosa di buono. Quante volte, poi, avrete detto “idem con patate” senza sapere l’origine di questo modo di dire? In questo caso ci sono due versioni della storia, una riguarda la tradizione culinaria tedesca e la notevole diffusione delle patate, mentre l’altra ha a che fare con una vecchia barzelletta in cui una famiglia di analfabeti si trovò per la prima volta in un ristorante e non sapendo leggere, ordinando a caso si ritrovò a tavola un piatto di fagioli. La moglie del capo famiglia per darsi un tono decise di origliare al tavolo accanto, dove la signora benestante dopo aver visto un delizioso pollastro chiese al cameriere “idem con patate“. La signora analfabeta, decidendo di imitarla, si ritrovò al tavolo ancora una volta un piatto di fagioli, ma accompagnato dalle patate.

Foto di Federica Di Giovanni

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