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Mangiare come David Bowie

Postato il 13 gennaio 2016 da Elide Messineo
Genio folle e incontenibile, David Bowie ci ha lasciati due giorni dopo aver compiuto 69 anni lo scorso 8 gennaio, lo stesso giorno dell’uscita di “Blackstar“, il suo ultimo e preziosissimo album.

Passato attraverso tutte le fasi artistiche possibili, il Duca Bianco ha sempre avuto il merito di sperimentare riuscendo con successo in ogni cosa che faceva. Re del glam rock, sapeva muoversi bene nel blues, nel folk, nell’hard rock e nel pop fino ad attraversare il confine e arrivare al cinema. Ironico ma anche misterioso, sempre pronto a provocare, eccentrico, ambiguo, eccessivo senza mai risultare fastidioso, ci ha lasciato in dono un ultimo importante lavoro, un disco cupo che racchiude tutta la consapevolezza di un uomo alla fine dei suoi giorni.

Il rapporto col cibo di David Bowie è sempre stato piuttosto complicato e, se vogliamo, lo indicava anche la sua magrezza, arrivata al limite in alcuni anni, quelli in cui le droghe dominavano incontrastate sul corpo dell’artista. Circolano alcune storie che riguardano l’alimentazione del cantante di Space Oddity: oltre al suo noto amore per la pasta, arrivato però in tempi più recenti, ormai devastato dalla cocaina Bowie andava avanti mangiando solo latte e peperoni rossi, almeno fin quando il caro amico Iggy Pop non è riuscito a convincerlo che sarebbe stato meglio disintossicarsi e rimettersi in sesto con una dieta iper-proteica.

Con il passare degli anni e il diminuire degli eccessi l’alimentazione di Bowie sembra essersi stabilizzata ma più che mangiare il cibo, il nostro uomo delle stelle ha divorato la vita. L’ha mangiata a bocconi grandi, prendendola dal piatto direttamente con le mani, senza lasciarne nemmeno una briciola. È vero anche che la vita non se ne sta sempre lì a guardare e se deve compiere il passo, lo fa e ti mangia pure lei. Quindi, un pezzo per volta, si sono mangiati a vicenda, ma in un modo così armonico ed equilibrato che ne è venuto fuori un capolavoro, una raccolta di gemme tra le più preziose che il mondo della musica possa ricordare. Come diceva Henry Miller ne “Il tropico del cancro“: “Il mondo deve diventare carne; l’anima ha sete. Su qualunque crosta mi si fermi l’occhio, io voglio piombarci sopra, e divorare. Se vivere è il meglio che ci sia, allora voglio vivere, a costo di diventare cannibale“. David Bowie è riuscito in tutto questo, ha divorato ogni cosa, fino all’ultima portata, servita così elegantemente e inaspettatamente da lasciarci tutti a bocca aperta. E sì, anche per la fame. David Bowie però non se n’è andato a mani vuote, lui ha ricevuto quello che è riservato solo ai grandi: l’immortalità.

Foto via Flickr

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