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Piatti, dal banchetto rinascimentale al design moderno

Postato il 3 marzo 2017 da Elide Messineo

Legno, vetro, coccio, cristallo, terracotta, plastica, fondi, piani, piccoli, grandi, ciotole, vassoi, da parata, da escargot, da portata, decorati, compostabili, da frutta, di bamboo, maioliche.

Contenitori di cibo che hanno un valore estetico e che fanno parte di un patrimonio artistico: i piatti da portata e i piatti da parata, questi ultimi fanno la loro comparsa già in tempi antichissimi. I piatti da parata più famosi della storia sono pezzi romani in argento risalenti all’età augustea, probabile risultato di una razzia, consuetudine dell’epoca per i “conquistadores” dell’Impero Romano. Fanno parte del cosiddetto Tesoro di Hildesheim: un calderone, un mestolo, vassoi, sono tutti elementi che fanno capire quanto già allora fosse importante che il cibo avesse una collocazione ben precisa a tavola, soprattutto per le fasce alte della popolazione.

L’argento è rimasto a lungo il materiale prediletto per i piatti da esposizione, vere e proprie opere di artigianato, oggi preziosissime, fino alla fase del rame, che veniva apprezzato a Venezia e dintorni in epoca rinascimentale. Si arrivò poi alle incredibili produzioni di Murano in vetro soffiato, intanto a dettare tendenza erano le corti europee, la Francia su tutte. L’utilizzo delle stoviglie a tavola fu limitato a pochi per un lungo periodo, almeno fino al Rinascimento, via via i materiali si facevano sempre più ricercati e allora, vista la scarsità di stovoglie nei ceti medio-bassi, c’era la consuetudine di condividere piatti e bicchieri tra più commensali.  Dalla condivisione delle stoviglie iniziarono a formarsi, quasi in forma spontanea, le prime regole di galateo, per garantire un pasto sereno a tutti i commensali, nel pieno rispetto del proprio vicino di posto e compagno di vivande.



Il banchetto è stato un momento conviviale particolarmente esaltato nel Medioevo e con delle regole ben precise da seguire, dimostrato ampiamente anche nei quadri dell’epoca come La cucina ben fornita di Joachim Beuckelaer, immancabile era anche l’accompagnamento musicale. Il banchetto si divideva tra servizi di credenza e di cucina, ovvero piatti freddi e caldi e ognuno – salvo eccezioni per i più nobili – si serviva da solo. Non tutti, poi, avevano accesso agli stessi piatti, anche il cibo era concesso in base all’estrazione sociale, chiaramente più pregiato per i membri della nobiltà. Piatto non è solo la stoviglia ma anche il suo contenuto e quello più pregiato in un banchetto era prerogativa di pochi, invece prima ancora dell’avvento delle stoviglie, c’era la “mensa“: un pezzo di pane non lievitato o focaccia, sostitutivo del piatto vero e proprio. Oggi trionfano i piatti dalle forme insolite e dei veri e propri lavori di design, anche se in maniera diversa dall’epoca rinascimentale,  ma si continua a fare arte sfruttando degli oggetti di uso comune. Anche se non è un piatto, un esempio può essere il celeberrimo spremiagrumi di Philippe Starck, ma esistono anche dei piatti firmati dallo chef pluristellato Sergio Herman. Piatti tondi, quadrati, rettangolari, divisi in più sezioni, ovali, con le orecchie da coniglio, con opere e foto stampati sopra, ad oggi accontentano tutti i gusti, non solo dal punto di vista del contenuto ma anche per quanto riguarda l’estetica.


Foto di Federica Di Giovanni

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