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I pastafariani: cibo e ironia per sfuggire al disegno intelligente

Postato il 13 aprile 2018 da Elide Messineo
Il creazionismo si basa su una credenza: l’universo, la Terra e gli organismi viventi sono stati generati da una causa intelligente.

Tutto è frutto di una creazione divina e non di processi naturali, la nascita dell’universo non ha nulla a che vedere con quella strana parola che è “evoluzionismo“. I creazionisti rivendicano pari dignità e credibilità rispetto alle teorie scientifiche, il loro può essere considerato a tutti gli effetti una forma di fondamentalismo. Nel Kansas, Stato notoriamente repubblicano, nel 2005 il Consiglio per l’Istruzione approvò il creazionismo – l’intelligent design, nella fattispecie – nei corsi di scienze a scuola come alternativa alla teoria sull’evoluzione. Il membro del consiglio Kathy Martin dichiarò che non ci sono prove scientifiche sull’evoluzione e l’allora Presidente degli Stati Uniti George W. Bush accolse la proposta con entusiasmo. Sosteneva che fosse necessario offrire diverse scuole di pensiero agli studenti.

La creazione del pastafarianesimo

Il problema del fondamentalismo creazionista non è legato solamente alla fede cattolica. Tuttavia ha avuto molta presa negli USA e sembrava essere una preoccupazione confinata oltreoceano. L’Unione Europea ha dovuto prendere in considerazione la questione, affrontandola nel 2016 con un esposto all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. La politica lussemburghese Anne Brasseur sottolineava che si trattava di un pensiero fino ad allora considerato prevalentemente americano. “Il rischio è quello di confondere i bambini e renderli incapaci di distinguere credenze, convinzioni e ideali da ciò che riguarda la scienza. L’atteggiamento del “tutte le cose si equivalgono” è in realtà disastroso”, scriveva nel suo rapporto. I creazionisti, infatti, appartengono a varie fedi e attaccano l’evoluzionismo sostenendo che quella di Darwin sia solo una teoria e sia rimasta tale nel corso del tempo, senza trovare alcun riscontro scientifico. Il mondo e quello che conosciamo nascono dalla volontà di un’entità divina e questo è tutto. Il “disegno intelligente” si basa sulla convinzione che esistano prove dell’esistenza di un creatore, la selezione naturale sarebbe un successo pilotato. A favore di questo ideale c’è stato anche un personaggio di spicco in ambito religioso, nientemeno che Papa Benedetto XVI.

Nel 2005, quando il Kansas decise di equiparare creazionismo ed evoluzionismo, Bobby Henderson decise di inventarsi il pastafarianesimo. Se la scusa del Presidente Bush era quella di mettere gli studenti a confronto con diverse scuole di pensiero, una religione in più o una in meno non avrebbe fatto la differenza. Henderson forse non aveva immaginato nemmeno lontanamente che la sua religione-parodia avrebbe riscosso successo in tutto il mondo. Il ragazzo, originario dell’Oregon, si rivolse al Consiglio per l’Istruzione del Kansas sostenendo che l’intelligent design e la sua religione fossero equiparabili. A capo del pastafarianesimo c’è il Prodigioso Spaghetto Volante – raffigurato come una sorta di mostriciattolo a base di spaghetti e polpette – e si porta dietro tutti i dogmi di cui una religione, seppur parodistica, necessita. Il creato sarebbe imperfetto perché il Prodigioso Spaghetto Volante era intossicato dopo aver alzato un po’ troppo il gomito. Il surriscaldamento globale e tutte le sue devastanti conseguenze, sarebbero la naturale risposta alla carenza di pirati che si è verificata a partire dal XIX secolo. Per questo motivo gli adepti pastafariani, seguaci del profeta Henderson, possono vestirsi da pirati. La religione pastafariana ha i suoi comandamenti condimenti, gli 8 “Preferirei che tu evitassi…”, il venerdì beverdì come festività religiosa e una dubbia morale. Libertà e rispetto però sono concetti ricorrenti insieme al divertimento, non a caso è previsto un paradiso con una fabbrica di spogliarellisti/e e un vulcano pieno di birra.

Un altro simbolo dei pastafariani è lo scolapasta, più di una volta qualcuno ha reclamato il diritto di indossarlo per la foto di un documento di identità. Niko Alm aveva usato lo scolapasta come copricapo per la foto della sua patente e l’Ufficio dei Trasporti di Vienna decise di riconoscere il suo diritto di esprimere il proprio credo. Diritto negato, invece, nel 2007 a Bryan Killan nella Carolina del Nord. Il ragazzo fu sospeso perché si presentò a scuola vestito da pirata, non fu considerata una violazione del suo culto. Nel 2015 la Nuova Zelanda ha riconosciuto il pastafarianesimo come religione, seguita dall’Olanda l’anno successivo e dall’Australia nel 2017. Ovviamente i pastafariani esistono anche in Italia (anche se non ancora riconosciuti), la chiesa ufficiale è stata fondata a Roma, con a capo il Papa Pappa, ma esistono le varie parrocchie pannocchie sparse per tutto il Paese. Nel 2014 è stato celebrato il primo matrimonio italiano pastafariano, ma il primo matrimonio ufficiale è stato celebrato in Nuova Zelanda. I precetti di questa religione parodistica saranno pur comici ma dimostrano un’apertura mentale che non si riscontra in alcun tipo di religione attualmente esistente.

Quando il cibo dà vita a un nuovo credo: sarà un piatto di pasta a salvarci? Torneranno i pirati? Di domande, anche a livello etico e legale e soprattutto dal punto di vista della libertà di culto, i pastafariani ne pongono tante, mettendo in difficoltà gli Stati dei vari Paesi. Una questione dalle tinte comiche, che spesso è più seria di quanto si possa pensare. Anche se in realtà, sotto sotto, lo sappiamo che “la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” è sempre 42. (R)amen.



Foto di Federica Di Giovanni

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