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Romanticismo in cucina con i fiori

Postato il 13 febbraio 2015 da Elide Messineo
La prima cosa che colpisce di un impiattamento è a livello visivo, quindi la creatività con cui gli ingredienti sono stati posizionati nel piatto, i sapori e i colori che sono stati abbinati. Il colore gioca un ruolo molto importante nel lavoro di uno chef e ci sono ingredienti che più di altri possono essere d’aiuto in questo caso.
I fiori in cucina sono usati fin dall’antichità, ultimamente sono stati riscoperti e sono molto apprezzati i loro colori vivaci nelle insalate, ma si prestano a tantissimi tipi di ricette, non solo di dolci. L’importante è fare sempre attenzione all’origine dei vostri ingredienti, per cucinare non potrete di certo usare dei fiori acquistati in un vivaio, che sono trattati con agenti chimici nè tantomeno potete considerare tutti i fiori commestibili. Iris, ciclamini o edera, per esempio, hanno effetti velenosi. Sapevate invece che si possono mangiare anche i fiori dei porri o dell’erba cipollina?

Tra quelli più buoni e utilizzati in cucina ci sono quelli di zucca, che si prestano a molteplici ricette: dalla frittura alla pasta, stanno bene anche sulla pizza e nella cucina italiana sono un must. Generalmente li teniamo in un vaso per abbellire la nostra casa o il terrazzo, ma menta, salvia, basilico, gelsomini, girasoli e garofani hanno dei fiori dai sapori notevoli, pronti a conferire un aroma particolare al vostro piatto.
Immaginate il profumo intenso della lavanda, è forte tanto quanto quello del lilla e viene utilizzato anche nella preparazione di tipici biscotti marsigliesi, chiamati navette. È anche un ingrediente fondamentale per la preparazione della base speziata del cous cous.
Le rose, apprezzate già dagli antichi romani con la carne, si prestano più facilmente alla preparazione di dolci e bevande così come la viola, che però è ottima anche nelle insalate, dove si abbina bene anche il nasturzio con la sua leggera nota piccante.

L’utilizzo dei fiori in cucina risale a tempi lontanissimi, quando ancora non erano considerati più che altro oggetto ornamentale: usati anche nelle tisane, aggiungono un tocco di colore, sapori più o meno accentuati ma hanno anche un loro specifico valore nutrizionale. A dispetto del significato che gli viene attribuito, il crisantemo è un fiore bellissimo ed è d’aiuto per chi ha problemi di digestione lenta, proprio come la lavanda. Le ghiotte violette candite nate nell’epoca vittoriana, se utilizzate diversamente possono aiutare contro il mal di testa, anche in caso di dopo sbornia, come sosteneva Ippocrate.

Imparare quali tipi di fiori possono essere usati in cucina potrebbe essere un modo nuovo e piacevole per avvicinarvi alla natura. Gli ingredienti da utilizzare devono essere assolutamente bio e preferibilmente coltivati da voi o da qualcuno di fiducia, perché non approfittarne per abbellire il vostro balcone e poi realizzare dei piatti coloratissimi e gustosi? Pensate a quanti biscotti e cioccolatini squisiti potreste preparare per la vostra dolce metà.

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