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Cesare Cacciapuoti e Nicolò De Gregorio, l’importanza della natura e della semplicità delle cose

Postato il 8 Novembre 2021 da Elide Messineo
Per Cesare Cacciapuoti il verde è “freschezza, natura, speranza: è uno dei miei colori preferiti a prescindere dal cibo e penso che non sia una coincidenza, perché è un colore che trasmette tranquillità e benessere”. Per Nicolò De Gregorio, il verde è “tutto quello che fa parte del benessere, che ti porta una sorta di felicità interiore, riporta al contatto con la natura e alla semplicità delle cose, alla vivacità dei colori”.

Cesare e Nicolò sono i volti della bottega Il succo e il verde, evoluzione di un’idea che ruota attorno alla volontà di riportare frutta, verdura, cibi integrali e a base vegetale ad essere il fondamento della nutrizione quotidiana, rendendoli accessibili e facili da consumare. Nella loro bottega si possono gustare succhi freschi di frutta e verdura, bevande che oltre ad essere dissetanti sono anche nutrienti: qui il gusto è strettamente legato alla salute e il piacere convive con il benessere. Una delle particolarità della bottega di Cesare Cacciapuoti e Nicolò De Gregorio è che i succhi vengono estratti tramite la tecnica cold press, la pressatura a freddo che permette di mantenere intatte il più possibile le qualità organolettiche e nutrizionali di frutta e verdura.



Cesare ha studiato economia ed inizialmente si occupava di finanza, ma ha deciso di unire a questo la sua passione per il cibo, dando vita al progetto Base V Juicery nel cuore di Firenze insieme ai colleghi Nicolò De Gregorio e Silvia Bartlomei. “Sono una persona molto tecnica, mi piace la scienza e credo molto nella logica, nella pratica e nei numeri” racconta Cesare Cacciapuoti, che a questo però unisce l’importanza di mangiare sano: “i segnali di quanto la natura apporti benessere all’uomo a livello mentale e psicologico è indiscutibile”. Nicolò De Gregorio ha studiato International Business e Marketing, ha lavorato nell’azienda di famiglia, che opera nel ramo ortofrutticolo, seguendo i processi produttivi lungo tutta la filiera, per cui quello di frutta e verdura è un mondo che conosce molto bene. Lui e Cesare si sono conosciuti alle elementari e si sono ritrovati a Firenze dopo diverse esperienze lavorative, dove hanno unito tutto quello che avevano imparato nel tempo per creare qualcosa di nuovo e diverso.

L’idea di creare una bottega come Il succo e il verde nasce da una precisa necessità, che a sua volta deriva da un cambiamento delle abitudini alimentari. “Ho sempre avuto la fortuna di mangiare estremamente variato” spiega Cesare “ma andando avanti col tempo il mio modo di mangiare si è sempre più indirizzato verso un’alimentazione prevalentemente a base vegetale. Mangio tutto, perché secondo me è importante seguire le indicazioni del proprio corpo, ma bisogno anche avere l’intelligenza di capire che il corpo va abituato ed “allenato” alla qualità, all’alimentazione sana, ma che ci vuole anche un po’ di tempo affinché si abitui”.

Tra coraggio e passione

Sia Cesare che Nicolò sanno molto bene cosa voglia dire lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria oggi, un’idea che affascina ma al contempo spaventa molti giovani, in particolare in un Paese che non sembra incoraggiarli molto in questo ambito. “Potrei parlarne per ore” racconta Cesare Cacciapuoti “perché ogni semestre parlo di imprenditoria ai ragazzi nelle università americane a Firenze. Penso che ci sia molto bisogno di parlarne, perché spesso l’imprenditoria è mal comunicata e mal compresa. Ovviamente è essenziale che ci sia una passione di fondo e non solo l’idea di un progetto vincente. Quando si avvia un’impresa bisogna considerare che ci saranno momenti di difficoltà e non basta avere una buona idea, occorre anche una passione molto forte. Inoltre, l’imprenditoria non è per tutti e credo sia sbagliato dire il contrario: bisogna farla se qualcuno ritiene che quella sia la sua strada”. Cesare Cacciapuoti è convinto che la sua strada sia proprio questa, non a caso ha avviato la sua terza attività imprenditoriale, ma non nega che ci siano stati dei momenti difficili, come accade sicuramente a tutti: “è una domanda che ti farai molto spesso, ma se sei nel posto giusto per te, avrai sempre una risposta positiva da darti”. Nicolò De Gregorio ha iniziato a scoprire il mondo imprenditoriale tramite l’azienda di famiglia e per questo sa molto bene quanto sia importante essere sempre aggiornati e preparati, perché si tratta di un mondo in cui spuntano sempre delle novità. Anche se molte cose si imparano sul campo, se c’è la vera passione per Nicolò è importante lanciarsi, senza tralasciare lo studio costante e la preparazione.

Per quanto riguarda il loro progetto, Nicolò De Gregorio racconta che “è stata una grande soddisfazione essere riconosciuti dal Mercato Centrale dopo pochissimo tempo che avevamo iniziato la nostra esperienza. All’inizio pensavamo che fosse una tendenza prevalentemente americana ed internazionale, invece abbiamo avuto subito riscontri positivi da parte degli italiani. Abbiamo visto tante persone che vivono e lavorano nei paraggi che vengono qui e che si aspettano di trovare (e provare) qualcosa di nuovo”. L’apertura del Mercato Centrale Milano è sicuramente un giorno da ricordare: “per noi è un’opportunità grandissima, abbiamo la possibilità di farci conoscere” spiega Nicolò De Gregorio “soprattutto dopo il difficile periodo del COVID ci siamo ritrovati spesso a riflettere su determinate scelte, cercando di capire cosa andasse migliorato, se avessimo fatto le scelte giuste e questa per noi è una spinta importante a livello imprenditoriale ma anche emozionale”.



Oltre la bottega

Fuori dal lavoro, Cesare Cacciapuoti si dedica allo sport: “ho sempre praticato sport agonistici di tutti i tipi, dal nuoto al tennis, passando per golf e vela. Per me lo sport, soprattutto quello che mi permette di stare nella natura, è una parte importantissima delle mie passioni e attualmente mi sto dedicando all’arrampicata sportiva”. Anche Nicolò De Gregorio è un appassionato di sport, gioca a tennis, ma ha anche altre due importanti passioni: quella per gli orologi e quella per le moto e appena ha del tempo libero ne approfitta per montare in sella.

Una figura di ispirazione per Cesare Cacciapuoti è quella di Giulio Cesare (e no, il suo nome non si ispira a lui): “ancora oggi mi chiedo quanto sia stato una persona corretta e quanto sia stato veramente un grande uomo che ha trainato un popolo in uno dei periodi di conquiste e sviluppo più importante della civiltà. Mi chiedo spesso quanto sia stato un generale esemplare e quanto invece sia stato un dittatore. Se penso alla figura di Giulio Cesare, penso anche che non ci sia mai qualcosa di completamente giusto o sbagliato: puoi avere un impatto, e per alcuni essere la persona più forte e carismatica; altri ti vedranno sempre come un dittatore. Secondo me questo è un modo per rendersi conto che non esiste la perfezione, bisogna sempre porsi domande, riequilibrarsi e osservare tutto da diverse prospettive”.

Cesare Cacciapuoti è un amante dei viaggi e, avendo fatto scuole internazionali, viaggia spesso nei luoghi in cui ha degli amici, che si trovano sparsi un po’ in giro per il mondo. “Quando vivi un luogo attraverso qualcuno che lo conosce bene, riesci a viverlo nel modo più autentico”. Una delle sue prossime tappe potrebbe essere il Marocco e, più in generale, Cesare è molto affascinato dall’Africa, “un continente che ha un potenziale incredibile, soprattutto considerando le tecnologie di oggi. Le difficoltà che sta affrontando possono essere un’opportunità per cercare e sviluppare nuove soluzioni. E poi è un continente che mi piacerebbe conoscere a livello naturale, scoprirne la natura. È talmente vasto che ovviamente ci vorrebbero moltissimi viaggi per scoprirlo, ma vorrei iniziare a farlo”. A proposito di viaggi, anche per Nicolò De Gregorio sono molto importanti e un sogno che vorrebbe realizzare è un lungo viaggio in Sudamerica: “l’idea sarebbe quella di partire dal Perù, fare il giro del Brasile. Ci sono molti posti che ho già visto girando tra le varie produzioni ma non li ho vissuti come avrei voluto e perciò mi piacerebbe tornarci”.

Cesare e Nicolò sono due persone molto diverse tra loro, che però proprio per questo si sono trovate benissimo fin da subito. “Cesare è stato sicuramente un incontro particolare” racconta Nicolò, “rappresenta la parte più attenta e precisa, soprattutto per quanto riguarda l’andamento dei numeri. Io rappresento forse la parte più creativa, ma non lavoriamo su ambiti così differenziati, ci sono sempre molti punti di incontro”.

Se passate dalla bottega Il succo e il Verde, Cesare consiglia di prendere uno dei suoi frullati preferiti: “il frullato è uno dei miei pasti preferiti, perché permette di creare un pasto equilibrato ed esattamente nelle quantità di cui il tuo corpo ha bisogno”. Consiglia in particolare il frullato Sweet Boy, con cacao crudo, burro di arachidi, banana e latte di avena fatto in casa. In alternativa, ci sono moltissime altre bontà da scoprire, per tutti i gusti.


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